Classi-ghetto nelle scuole: anche Verona vuole combattere il fenomeno

Date: mercoledì, febbraio 18, 2009
Time: 12:05
In: articoli

Per combattere il fenomeno delle classi-ghetto, costituite solo da stranieri, la giunta di centrosinistra del comune di Vicenza, guidata dal sindaco Achille Variati, ha posto un tetto massimo corrispondente al 30 % di alunni stranieri per classe.

Di fronte a numeri in continuo aumento e a una realtà poco equilibrata con scuole ad alta percentuale di alunni figli di immigrati, come gli istituti comprensivi 11 (Borgo Roma ovest) e 18 (Veronetta e Porto), tale iniziativa potrebbe presto realizzarsi anche a Verona.

Gli alunni di cittadinanza non italiana rappresentano, in media, il 20 % della popolazione scolastica, che, complessivamente, secondo i dati forniti dall’Ufficio scolastico provinciale, conta circa 130.000 studenti, considerando tutto il territorio della Provincia di Verona.

Le percentuali, tuttavia, variano notevolmente da zona a zona, ma anche da istituto a istituto. Ad esempio, i già citati istituti 11 e 18 hanno una media percentuale di alunni stranieri rispettivamente pari al 34,4 e al 32,6, mentre le percentuali più basse (11,1 e 11, 6) si riscontrano nell’istituto comprensivo 8 del centro storico e in quello di Cavaion.

Secondo il dottor Giovanni Pontara, dirigente scolastico provinciale, l’orientamento sulla formazione di classi il più possibile omogenee di italiani e stranieri esiste da tempo nelle scuole veronesi, ma la crescente presenza di stranieri rende talvolta difficile rispettare questo indirizzo.

«Se anche a Verona si volesse adottare un sistema di redistribuzione degli alunni come si vuol fare a Vicenza il tetto del 30 % risulta facilmente raggiungibile», precisa il dirigente scolastico: in effetti, come si evince dai dati statistici, attualmente Verona si delinea mediamente al di sotto rispetto al tetto massimo adottato nel capoluogo berico.

Anche le organizzazioni dei genitori sembrano condividere il principio della composizione delle classi nell’ottica dell’integrazione sociale degli stranieri: «L’importante è che le famiglie siano coinvolte in queste decisioni e che ci sia condivisione sulle scelte», precisa Flavio Veronesi, rappresentante del Movimento educatori milaniani, che auspica la realizzazione di una Consulta dei genitori e un rapporto più diretto tra i presidenti dei Consigli d’istituto.

Si potrebbe, tuttavia, presentare un problema logistico: «Finché si parla di scuole in città una redistribuzione degli allievi stranieri può essere fattibile senza creare troppi disagi alle famiglie e alla stessa organizzazione scolastica. Il problema si può presentare nelle zone periferiche, dove le strutture scolastiche non sono così numerose. Volendo rispettare le quote percentuali di stranieri per classe, si rischierebbe di creare problemi alle famiglie per il trasferimento dei bambini in zone troppo lontane da casa», aggiunge Pontara.

Ernesto Passante, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 18 (Veronetta e Porto) afferma di non trovare corretta la definizione di “stranieri” per gli alunni figli di immigrati: «La maggior parte di essi è nata in Italia, ha frequentato le nostre scuole dell’infanzia e parla perfettamente l’italiano».

La questione della soglia di alunni stranieri nelle classi presenta sfaccettature decisamente complesse, da analizzare in un ambito scolastico sempre più multietnico.

 

(Apparso sul settimanale Verona Sette del 14/02/2009)


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Cortei in città? Solo se assicurati

Date:
Time: 12:04
In: articoli

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza, tenutosi il 10 febbraio presso la Prefettura, ha stabilito che sarà possibile compiere manifestazioni per le vie di Verona solo in seguito alla stipulazione di una copertura assicurativa che non faccia gravare sul Comune le spesse di riparazione di eventuali danni che potrebbero essere arrecati dai manifestanti. Tale decisione scaturisce dalla direttiva emanata dal ministero degli Interni per le città d’arte patrimonio dell’Unesco, tra le quali Verona, e per le aree cittadine sensibili.

Tale provvedimento, tuttavia, non è di carattere universale: sarà, infatti, valutata volta per volta la possibilità di chiedere agli organizzatori di manifestazioni l’assicurazione preventiva per possibili danneggiamenti. Saranno Prefetto, Sindaco e Questore a decidere, caso per caso, se richiedere questa garanzia per concedere l’autorizzazione.

Fu lo stesso sindaco Flavio Tosi a suggerire al Ministro degli Interni Roberto Maroni l’introduzione di questo provvedimento, manifestando tale esigenza all’indomani della manifestazione del 17 maggio 2008, indetta a due settimane dalla morte di Tommasoli. Gli atti vandalici conseguenti furono molteplici: la vetrina di un'agenzia di lavoro interinale danneggiata da una bomba carta e numerosi muri imbrattati in corso Porta Nuova.

«Mi auguro – aveva detto Tosi il giorno successivo al corteo – che sia l'ultima volta che una manifestazione in cui sono prevedibili atti di vandalismo venga autorizzata senza obbligare gli organizzatori alla stipula di un'assicurazione preventiva per la responsabilità civile a coprire eventuali danni causati alla città o alla cittadinanza. Il Comune ricoprirà le scritte, ma non saranno i cittadini veronesi a pagare per questi gesti di inciviltà: i responsabili dovranno accollarsene la spesa».

Fu un nulla di fatto: le spese andarono a gravare esclusivamente sulle finanze del Comune.

La risposta di Roma, tuttavia, non si fece attendere a lungo: la pubblicazione di una direttiva ad hoc, che riporta la firma dello stesso Ministro Maroni, risale al 30 gennaio. L'impianto del documento è improntato verso la concessioni di possibilità ai sindaci di vietare cortei nelle aree di pregio delle città e prevedere forme di garanzia per coprire eventuali danni causati da manifestanti facinorosi.

«La direttiva del ministero degli Interni c'è già e da oggi, quindi, ogni volta che ci sarà la richiesta di una manifestazione valuterò, insieme al prefetto e al questore, se sia il caso o meno di far stipulare agli organizzatori una polizza assicurativa in grado di coprire le spese per gli eventuali danni», ha spiegato Tosi al termine della riunione del Comitato.

Il riferimento critico va ai centri sociali: «Sono loro, di solito, a creare problemi e lasciare numerose scritte. L'ultima manifestazione è costata alle tasche del Comune ben 20 mila euro», ha sottolineato Tosi.

L’imbrattamento dei muri dei palazzi della città incide sulle casse comunali per un ammontare di 60 mila euro l’anno: il sindaco Tosi spera di poter dimezzare tale cifra grazie all’applicazione del provvedimento Maroni.

 

(Apparso sul settimanale Verona Sette del 14/02/2009)


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Perbellini a San Remo con “Cuore senza cuoreâ€

Date:
Time: 12:03
In: articoli

Filippo Perbellini, giovane cantante veronese, parteciperà al 59° Festival di Sanremo, sezione “proposte”, con “Cuore senza cuore”. A fargli da padrino sarà Riccardo Cocciante.

Volto da cherubino e voce soul, Filippo, diciottenne, vanta già un curriculum da vero professionista. Incoraggiato dai genitori, che avevano inteso il suo talento, inizia a studiare canto fin da piccolo, per poi vincere, a soli 9 anni, il Festival di Saint Vincent, interpretando brani di Giorgia e Alex Baroni. L’anno successivo arriva in finale al programma televisivo di Mike Bongiorno “Bravo Bravissimo” e viene notato dal produttore Sergio Dall’Ora, che decide di seguirne la maturazione artistica. Lo stesso anno partecipa anche a “Canzoni sotto l’albero” con Paola Perego, vincendo. Seguiranno “La vita in diretta” e altri duetti televisivi di prestigio.

A dispetto dei gusti che vanno per la maggiore tra i suoi coetanei, Perbellini ama Stevie Wonder, Barry White, George Benson ma anche cantanti più recenti, quali John Legend, i Jamiroquai e Michael Bublé: “Mi rendo conto che il Rhythm & Blues non è una musica così popolare, soprattutto in Italia, ma è quella che mi emoziona di più. Ascolto anche i classici del rock, ma nulla mi dà vibrazioni forti come il soul, lo swing, il funky e il jazz”, dice Filippo.

Lo scorso giugno, durante una rappresentazione in Arena dell’opera “Giulietta e Romeo” di Riccardo Cocciante, Filippo riesce a far pervenire un suo cd al grande autore. Cocciante ne percepisce il potenziale e si mette in contatto con lui: “Cocciante mi dà preziosi consigli. Da lui ho imparato la forza dell’umiltà e del mettersi sempre artisticamente in discussione, seguendo unicamente l’istinto”, aggiunge Perbellini.

Il brano che Filippo Perbellini porterà a Sanremo s’intitola “Cuore Senza Cuore”. Si tratta di un travolgente pezzo calato in atmosfera rock sinfonica. Filippo personalizza col suo tono black l'intensa scrittura di Cocciante. La caratteristica principale del brano sembra essere l'accostamento della sezione ritmica e delle chitarre tipicamente rock, ad un suono sinfonico e classico, che ne esalta l’intensità.

Perbellini vuole preservare un alone di mistero sulla sua canzone: “Non dico niente sul mio pezzo perché voglio che sia una sorpresa. Posso soltanto anticipare che sarà una canzone molto difficile, forte e potente, tutt’altro che sdolcinata”.

Indiscrezioni affermano che il testo di Alfredo Rapetti, in arte Cheope, paroliere di professione e figlio d’arte (il padre altri non è che Mogol), narri di un’esperienza sofferta, celata nel cuore, che, senza pietà neppure per sé, ama ed odia nel medesimo tempo, lacerato da un conflitto interiore.

A ormai non molto tempo dal festival, il titolo originale, “L’orgoglio”, è stato modificato in “Cuore senza cuore”: “Riccardo Cocciante e Cheope hanno deciso questo cambio perché sono dei perfezionisti e perché volevano rendere al meglio il messaggio lanciato dal brano”, afferma Filippo.

L’album d‘esordio sarà prodotto dalla major Universal e sarà composto da 14 cover, sette cantate in inglese e sette in italiano, dai toni soul, ma anche melodico-cantautorali. L’uscita è prevista per metà marzo.

Anche il cuore della canzone d’autore italiana è pronto, dunque, a battere al ritmo di questo nuovo incredibile talento nostrano.

 

(Apparso sul settimanale Verona Sette del 07/02/2009)


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Istituto Zooprofilattico: Verona, il secondo polo

Date: lunedì, febbraio 02, 2009
Time: 13:01
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L’istituto zooprofilattico  sperimentale delle Venezie intende creare un secondo polo di ricerca a Verona, oltre alla sede centrale di Legnaro, da realizzare con sei milioni di euro nel giro di tre anni, come annuncia il prof. Andrighetto, direttore generale dell’Istituto.

Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, si è recata in visita all’Istituto Agripolis, che ha sede a Legnaro, in provincia di Padova. Ad accoglierla era presente Igino Andrighetto, già preside della Facoltà di Veterinaria dell'università di Padova, il quale le ha illustrato il suo ambizioso progetto circa il polo veronese. L’area su cui erigerlo è già stata messa a disposizione dalla Provincia di Verona, nella zona di Buttapietra.

La scelta di Verona ha una valenza fortemente strategica, grazie alla presenza del grande polo agroalimentare e alla possibilità di creare collegamenti con le strutture sanitarie universitarie e le aziende farmaceutiche presenti sul territorio.

Verona, inoltre, si prospetta come proficuo ponte di congiunzione con Bolzano e la Germania, e quindi con il Nord Europa.

Spiega Andrighetto: «La scelta di Verona è importante dal punto di vista strategico. Possiamo dare un contributo alla medicina, che deve sperimentare gli organi artificiali per i trapianti e anche all'industria farmaceutica. Noi abbiamo strutture e competenza scientifica certificata».

Francesca Martini ha confermato l’approvazione del Ministero della Salute verso quest’iniziativa, ed in generale verso l’attività e i progetti svolti dall’Istituto: «Il ministero della Salute sarà sempre al vostro fianco. Abbiamo bisogno di istituti come questo, in grado di assicurare operatività di altissimo livello e capaci di proiettare la sanità pubblica italiana in una dimensione di eccellenza mondiale. Oggi più che mai la salute dell'uomo dipende da quella degli animali, e solo facendo dialogare medicina umana e veterinaria sarà possibile vincere le sfide future che ci attendono».

Le parole del Sottosegretario sono supportate dai dati: un quarto del totale dei finanziamenti nazionali destinato agli Istituti zooprofilattici d'Italia è indirizzato a Legnaro e, nel 2008, lo stretto rapporto con il Ministero ha consentito d’intraprendere ben 32 progetti di ricerca.

Le iniziative in cantiere presso lo IZSVe non sono circoscritte all’area Veneta ma puntano all’ambito internazionale: «Le prossime sfide saranno per noi fondamentali e strategiche, soprattutto per quanto riguarda le attività di cooperazione internazionale verso Paesi in via di sviluppo, con progetti di formazione e assistenza sanitaria sul campo», spiega Andrighetto, soprattutto in riferimento al laboratorio biologico mobile, che permette di effettuare immediate analisi e rilevamenti sul territorio.

Progetto altrettanto degno di nota è quello relativo al Centro di studio e ricerca in materia di pet-therapy, proposto in partnership dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, dall’Azienda ULSS 16 di Padova e dal Centro Polifunzionale Don Calabria di Verona e approvato dalla Giunta Regionale del Veneto in data 18 Marzo 2005. L’iniziativa mira a promuovere le attività e le cure terapeutiche che si avvalgono dell’ausilio degli animali da compagnia.

 

Gabriele Nicoli

 

(apparso sul settimanale Verona Sette News del 31/01/2009)


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Assemblea dei sindaci, tensioni. Bussolengo vuole il servizio rifiuti

Date:
Time: 12:59
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Tensioni all’interno dell’assemblea dei sindaci del “Consorzio di bacino Verona due il quadrilatero”: alcuni Comuni della Provincia, tra cui Sona e Bussolengo, hanno avanzato la richiesta di prorogare il servizio di raccolta rifiuti effettuato a livello operativo da Serit fino alla nascita delle Ato, ovvero delle Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, preposte a gestire e riorganizzare il settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

La scorsa settimana, tuttavia, il voto di maggioranza manifestato dall’assemblea ha ribadito la necessità d’indire una nuova gara d’appalto per l’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani in 28 comuni della provincia: prevale così la linea dell’impossibilità di ulteriori proroghe, emersa dagli approfondimenti giuridici commissionati dal Consorzio.

A tale proposito è intervenuto anche l’assessore regionale all’ecologia Giancarlo Conta: “In agosto si era ancora in tempo per lavorare affinché il Consorzio avesse potere di scegliere per l’affidamento in “house” del servizio a Serit”. Il “Consorzio di bacino Verona due il Quadrilatero” avrebbe dovuto acquistare una quota significati va di Serit, ma tale progetto non è potuto andare in porto, dal momento che Amia non ha voluto intaccare il proprio assetto societario. Amia, infatti, è la principale azienda d’igiene ambientale del comprensorio veronese e detiene ad oggi il 99,74% di Serit.

“Amia con Serit ha perso un’occasione. Non bisogna trasformare questioni economiche e di  servizio in questioni politiche”, ribadisce Conta. Quanto alle Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale, l’assessore afferma che la pratica è in itinere presso la Regione Veneto, che, tuttavia, non ha ancora potuto ratificarla, a causa del ritardo, rispetto alle altre province venete, con cui la provincia di Verona ha redatto il proprio Piano Provinciale Rifiuti. Novità in vista anche per quanto riguarda gli impianti di smaltimento: se la discarica di Ca’ Filissine resta chiusa e quella di Torretta dovrà rimanere inoperativa per un paio di mesi, al fine di consentire la sistemazione dei settori interessati dalla necessità di ampliamento, per l’inceneritore di Ca’ del Bue si apre la prospettiva della costruzione della seconda linea di forni. Agsm ha, infatti, deliberato l’avvio della gara d’appalto.

Si potrebbe così rivelare superflua la costruzione di una nuova discarica che sostituisca quella di Pescantina. Eppure la provincia di Verona, dal sequestro della discarica di Ca’ Filissine, è in una situazione d’emergenza per quanto riguarda i rifiuti, che sono avviati in altri impianti presenti nella Regione Veneto.

Risulta così necessaria una pianificazione regionale, sia in termini d’impianti di smaltimento che di scelte strategiche.

“Dobbiamo spostare l’attenzione da una dimensione provinciale ad un’ottica più flessibile e sinergica, che prenda in considerazione la capacità complessiva regionale e ambiti territoriali più omogenei”, afferma l’assessore regionale.

Su questa linea di pensiero s’installa la volontà dei vertici della Regione Veneto d’individuare un possibile sito per la costruzione di un nuovo termovalorizzatore, da collocare tra Belluno e Treviso.

 

Gabriele Nicoli

 

(apparso sul settimanale Verona Sette News il 24/01/2009)


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Ciao! Mi chiamo Gabriele, ho 20 anni e vivo Verona. Ho conseguito il diploma di Liceo Scientifico con sperimentazione Matematica e Fisica presso il Liceo Scientifico Statale "Galileo Galilei" di Verona. Sono iscritto al Corso di Laurea in "Scienze Politiche e Relazioni Internazionali" presso l'Università degli Studi di Padova. La mia più grande passione è la musica in ogni sua forma, studio canto solista e corale e strimpello il pianoforte. Adoro gli animali, ho un cane yorkshire terrier di 7 anni che è una peste, ma di cui non potrei MAI fare a meno! ;) Come hobby amo praticare webdesign e sono webmaster di alcuni miei siti. Amo la politica, la filosofia, la sociologia e la poesia. Spero che i miei piccoli sussuri possano raccontare a tutti i visitatori un po' di me...

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